sabato 29 dicembre 2012

Come fosse un sogno


Come in un sogno

Quello dell’arte figurativa  (espressionista). Che ha abbandonato le regole, i pregiudizi estetici, i soggetti raffigurati (vincolati ad una minuziosa riproduzione dei particolari) che non consentivano, in precedenza, una riparametrazione della realtà, ricreandone forme e contenuti  a volte anche allucinati e grotteschi, come fossero visti in sogno. Ciò che in precedenza costituiva l’archetipo figurativo delle immagini sembra cancellato dalla nuova arte (espressionista). Che ha sostituito, alle forme ed alle immagini, a volte troppo trionfalistiche o pauperistiche del passato, una realtà che, almeno secondo le recenti acquisizioni scientifiche, non ha alcun carattere di oggettività ma ne riproduce artisticamente il senso ed il contenuto sulla base delle sensazioni che essa suggerisce all’uomo “comune”. Con semplicità, soprattutto con semplicità, che è a volte anche grottesca ed allucinata. Come è la vita stessa. Con tutti i suoi “incidenti di percorso” (chiamiamoli così). E’ questo, secondo BW, tutto ciò che, a prima vista, suggerisce l’arte espressionistica che ben riproduce quella realtà, come individualmente ricreata e riparametrata dall’artista e che il comune osservatore dovrebbe ritrovarvi come parte di se stesso, parte del suo sentire, del proprio modo d’essere.

Bluewind

venerdì 28 dicembre 2012

QUALCOSA E' CAMBIATO (A Natale)


Qualcosa è cambiato (a Natale)

.Molto bene Gramellini ! (su La Stampa del 28/12/12). Per il coraggio dimostrato e per le eleganti, invidiabili battute (civili, riguardose ed al tempo stesso incisive). Su altra parte del giornale v’è una lettera di un lettore di Chieri su un argomento che da tempo BW meditava di trattare (brevissimamente, come al solito) Ma non lo ha fatto solo perché lo riteneva alquanto ostico per chi legge..Circa la ormai famosa IMU che colpisce non già la capacità contributiva del cittadino (secondo l’art.53 della Cost. It., quale presupposto legittimante l’imposizione fiscale diretta) bensì la proprietà del bene, anche se non produce alcun reddito. Con evidenti dubbi sulla costituzionalità dell’imposizione. A ciò aggiungasi che tale bene, allorchè, prima dell’acquisto, era solo un reddito derivante da una qualche attività, era stato già assoggettato ad imposta. Argomento del quale stupisce che Qualcuno se ne sia accorto e Qualcun altro ne abbia pubblicato la lettera. Cosa sarà mai avvenuto….sotto Natale ? Forse qualcosa di miracoloso alla stregua di quanto mostrato nelle sequenze finali del film “La vita è una cosa meravigliosa”.

Bluewind

mercoledì 26 dicembre 2012

Ciò che può capitarci nella vita (a volte anche,,,,,una Lara)


Ciò che può capitarci nella vita (a volte anche una….Lara)

E’ un grande Paese. Ove la realtà  naviga, spesso, nella dimensione della casualità, dell’assurdo, dell’intemperante splendore delle stagioni. E’ l’immenso Paese della Siberia, degli Urali, dell’Orient Express, del conformismo di massa,spesso obbligato. Il  Paese che a volte si fa nutrice di tutto ciò che è estremamente umano ed al tempo stesso inumano, ma che costituisce solo l’improbabile tentativo di rendere reale tutto ciò che è un bel sogno forse  difficilmente realizzabile: l’egualitarismo Che a volte genera, con quasi mistica convinzione, il suo mostruoso opposto,  che ne è il suo abituale compagno di strada. Ma è questo tutto ciò che, anche a noi, nel nostro tempo, la vita ci offre. E che , forse,  può ancora offrirci. Imprevedibilmente.

Bluewind

martedì 25 dicembre 2012

E naufragar m'è dolce......?

 
E   naufragar m’è dolce……?

Beckett direbbe, come il suo protagonista di Finale di partita (Hamm), che “ questa partita a scacchi è stata persa sin dall’inizio”. Avendo privato – sin dall’inizio – l’economia nazionale di quella ciambella di salvataggio (cioè di quell’”autodafè”) costituita da una lenta, e sopportabile svalutazione che avrebbe reso più competitive le nostre  esportazioni. Come era, da sempre, avvenuto. Oltretutto di spirito europeistico (e relativa solidarietà tra gli Stati membri) è bene non parlarne affatto. Poiché non ispira e non ha mai ispirato  le strategie degli altri partner (dominanti). Per i quali l’unico principio  cui adeguarsi (tranne quando occorreva facilitare  la riunificazione germanica) era quello, tutt’altro che europeistico, di Cicero pro domo sua”. (Allegria !!! Forse è risorto il Sacro romano impero. A quando le Crociate ?  Ma forse ci sono già. Anch’esse. Con altra denominazione. Tutto evidentemente cambia. O quasi. Denominazioni…comprese).
Bluewind

lunedì 24 dicembre 2012

SOS (Italia)


SOS (Italia) !

L’infermiera del ricordo era bassotta e piuttosto anzianotta. Era la nipote di un vescovo (tanto per inquadrarne il tipo). Portava un cappellino con una veletta. Che non si toglieva mai. Neanche durante le iniezioni. Che a volte sbagliava. Facendo soffrire il paziente (BW). Ed allora osservava : “E’ segno che la medicina fa bene. Ciò che fa bene fa quasi sempre soffrire”. (Ma forse era  lei, che non ci vedeva… chiaramente). E’ questo un ricordo che potrebbe non aver nulla a che vedere con quella “agenda” di 25 pagine (collocata sul web).

Se vuoi andare vicino, corri da solo. Ma se vuoi andare lontano, cammina con gli altri”. (E non farli mai soffrire). Proverbio Keniota.
Bluewind

CONTENITORI (senza etichetta).

E’ la nuova strategia (potrebbe anche funzionare). Il consenso va ad una “agenda”. Non riferibile ad una persona (sarebbe personalismo). E neanche ad uno schieramento (destra o sinistra). E neanche al così detto “moderatismo di centro” (che di per sé non definisce nulla. E’ pura astrazione). Ciò che conta non è tanto il contenuto  (piuttosto amaro, pertanto non riferibile a chicchessia ma tecnicamente imposto dalla situazione). (Così almeno si dice) ma il contenente (senza etichetta). E sembra che nessuno di ciò abbia compreso alcunché. (Forse), tranne coloro che, in apparenza, se ne mostrano inconsapevoli (anche se – cautamente – consenzienti), nella prospettiva di ritrarne vantaggi (elettorali).

Bluewind

domenica 23 dicembre 2012

LA FINE DEL MONDO


LA  FINE  DEL  MONDO

C’è un lettore di Repubblica che in una sua lettera al giornale lamenta che “lasciare il posto” agli anziani sugli autobus era, tempo fa, “un atto dovuto” mentre attualmente tale “imperativo” etico sembra non sia più in auge. Ma i tempi sono cambiati ! Attualmente l’”imperativo” piuttosto sottaciuto sembra essere il “tutto si compra e tutto si vende” (a tutti i livelli), mal celato dal buonismo di giornata e da un ambiguo comportamento,  verbale e sub culturale. Probabilmente i Maya hanno commesso ottimisticamente un errore. Perché il così detto mondo ( e cioè il nostro modello di esistenza e di comportamento etico/sociale) la cui fine era stata pronosticata per il 21/12 us era già da tempo, in precedenza, scomparso. Con tutto il suo bagaglio di pregiudizi (così vengono attualmente definiti) etico esistenziali del mondo precedente. Nel quale un bravissimo medico umanista e di cultura (non solo sanitaria) e non più in vita sin dal 1920, aveva così idealizzato ) nei suoi comandamenti (laici) (dei quali qui di seguito se ne trascrivono alcuni) il modello esistenziale cui attenersi:

II) Sii sempre affabile con chicchessia, l’altrui benessere in cor ti stia…
V) L’età rispettasi e l’esperienza, serba al benefico riconoscenza…
VI) Ognor boicottasi l’iniquo tiro. All’erta ! Guardati dall’esser crumiro…
IX) Rispetta i liberi pensieri altrui, se vuoi che merito si dia ai tuoi….
X) Serba carattere adamantino, non far lo sperpero né lo strozzino. Ma sii benefico, usa clemenza ed avrai, tu credimi, benemerenza.

Bluewind


 

sabato 22 dicembre 2012

COSI' NASCE IL MITO (anch'esso precario)



Così nasce  il mito (anch’esso precario)

Quello di un Benigni consigliere politico. Lettore e pubblico divulgatore (di massa) della nostra Costituzione. Il quale, ad un certo punto delle sue pubbliche esplicitazioni,  fa la grande scoperta. Che la Costituzione pone rimedio a tutto. (Basta solo applicarla). Ma nessuno, proprio nessuno se ne era accorto……… prima ?  (A giudicare da quanto è accaduto). Ed allora possiamo stare più tranquilli. Anche la ripresa, prima o poi, interverrà. (auspicabilmente più prima che poi).

Bluewind

giovedì 20 dicembre 2012

UBI QUINQUE NUNC ET SEMPER




UBI  QUINQUE (*) NUNC ET SEMPER

(* cfr. Ovidio “Le Metamorfosi” e Livio “Ab Urbe condida”).

Talentuosamente imperversa su radio, televisione e giornali l’enunciazione di reati o reato “penale. Come se la locuzione “reato” non fosse di per se significativa della natura penale del fatto (non esistono infatti reati “civili”). Possibile che nessuno se ne sia ancora accorto ? Sempre talentuosamente imperversa la moda di definire tassa ciò che è un’imposta e viceversa. Come è noto (o almeno come dovrebbe esserlo) la tassa indica il corrispettivo di un servizio reso all’utente mentre l’imposta è una contribuzione resa allo stato, in base al reddito, per il suo funzionamento.

Su La Stampa del 19/12 us v’è l’indicazione fornita al lettore da un (fortunatamente) anonimo commercialista su come ottenere un risparmio fiscale da parte di una coppia benestante, con due figli minorenni, senza conseguirne apprezzabili conseguenze punitive. Questo è il consiglio: I coniugi si separano consensualmente e Lui fissa (fittiziamente) la sua residenza in una delle seconde case. Ottenendone benefici economici  per quanto riguarda l’IMU. Ed analoghi benefici li ottiene la consorte, per quanto riguarda la  da essa abitata. Che in precedenza era la casa coniugale di ambedue. Ulteriori benefici si ottengono anche per eventuali asili, mense scolastiche, ticket sanitari e quant’altro. Si potrebbe anche stabilire un’adeguato contributo mensile per moglie e figli, da detrarre dall’imponibile fiscale del consorte. In caso di improbabili controlli che accertino la irregolarità della situazione, si potrebbe sostenere, da parte dei coniugi, di essersi….rappacificati il giorno prima… Ma si ignora che il marchingegno predetto configura l’ipotesi di reato (ovviamente “penale” per chi si sia affezionato all’aggettivo) di frode fiscale con conseguenze anche detentive ( e che definire “non apprezzabili” sembra a BW  una valutazione eccessivamente ottimistica). E così vanno le cose nel nostro talentuoso  Paese.  (per così dire “ubi quinque” “nunc et semper”) Che avendo troppa talentusità, ne esporta, come è giusto,una parte, cioè quella in eccesso, anche in altri Paesi.

BLUEWIND

mercoledì 19 dicembre 2012

Il pozzo dei desideri


Il Pozzo dei Desideri

E’ una credenza atavico-popolare che risale alla notte dei tempi. Quella che guardando i riflessi dell’acqua del fondo di un pozzo (che si trova in una località del deserto sud sahariano) mediante uno specchio,  si riesca a scorgere figurativamente le immagini di ciò che potrà verificarsi nel nostro futuro, prossimo e remoto. A volte ciò accade. Si tratta di immagini tremolanti, posizionate, così sembra, sulla superficie dell’acqua. Presto scompaiono ma vanno opportunamente interpretate, poiché contengono messaggi sostanzialmente subliminali.  Molti ritengono che si tratti solo delle immagini rappresentative dei nostri desideri ed aspettative sulla realtà che ci attende. Che probabilmente non è la realtà reale. Ma che comunque ci ha aiutato, temporaneamente, a sopravvivere. Illuminando forse illusoriamente per qualche attimo (in mancanza d’altro) il sentiero che dovremo percorrere (nel futuro). Ovviamente questa è solo un’ipotesi (tra le tante possibili).

Bluewind

martedì 18 dicembre 2012

(Carismatici) suggerimenti


(Carismatici) suggerimenti

Per l’Editorialista de  La Stampa (del  18/12  us) occorrerebbe adeguarsi alla “consueta leggerezza” dei messaggi di Benigni per trasformare questo “Paese di maleducati civici” che “ non hanno il senso dello Stato” in qualcosa di diverso (evidentemente di più positivo). La foto che accompagna il post (pubblicata da La Repubblica (del 18/12 us) ritrae il Comico (ma si può ancora chiamarlo così ?) in una positura che ricorda una croce di S. Andrea. E che, ad avviso di BW, egregiamente sembra ritrarre, aforisticamente, la situazione attuale.

Bluewind




lunedì 17 dicembre 2012

E' UN FINALE DI PARTITA ? (forse no)


E’ UN FINALE DI PARTITA  ?  (forse no)

Quello che si sta svolgendo tra gli attuali competitori ?. Dei quali qualcuno sembra essere un abile giocatore di scacchi, altri si fanno guidare dal consueto populismo di facciata, vecchia maniera. Nonchè dalla rendita di consensi costituita dal giustizialismo precedente. Altri ancora dalle opportunità vere o presunte e dai malumori collettivi del momento. Attualmente i giocatori attivi sono due. Danno tono al gioco. (non fanno, per così dire, controcanto). Gli altri si limitano ad enunciare una loro presunta coerenza con lo statu quo, da essi sostenuto non senza uno scarso convincimento. Come se la coerenza possa essere elettoralmente premiante. Chi potrà vincere ?  Forse il migliore ? Ma forse non è il caso di porsi il quesito. Poiché c’è la imprevedibile variabile dell’elettorato. Le cui motivazioni di voto potrebbero risultare estremamente dispersive. Penalizzando i partiti maggiori ed incrementando tutti gli altri. Presumibilmente la lotta politica, dopo le elezioni, si inasprirà. E la confusione, circa le soluzioni da adottare per uscire dalla crisi, regnerà sovrana. V’è altresì la sensazione che la catastrofica previsione di Peppe Grillo, non sia così remota e lunare  come all’epoca (della sua enunciazione) poteva sembrare.

Bluewind

 

domenica 16 dicembre 2012

NULLA E' (come sembra voler essere)


NULLA  E’ (come sembra voler essere).

Con una felice intuizione l’Articolista di prima pagina (de La Stampa del  16/12 us.) rivela che parte di noi vivono quasi affogandosi in un mondo fatto di “brodini caldi per anime intirizzite” (trattasi dei nuovi ZOMBIES, per i quali, per quanto li riguarda, la fine del mondo è già avvenuta, da tempo). Anche se  il mondo, almeno quello che si conosceva, è in effetti già venuto meno con la “crisi del modello materialista che ha dominato il novecento” (è sempre l’Articolista che lo afferma) e che è stato sostituito (questo è BW che lo ritiene) da un nuovo modello di capitalismo che potrebbe definirsi  “capitalismo sociale” (Apparentemente egalitario, etico, partecipativo, democratico alla “pace e bene”). E cioè da un modello di gestione statale che dà l’illusione di provvedere e di pensare a tutto ciò che potrebbe accadere. E che si occupa (cronaca docet) dell’educazione dei figli, che vengono sottratti alla famiglia in caso di incapacità (vera o presunta) di quest’ultima di adempiere all’anzidetto compito (anche nel caso di incolpevole precarietà economica), e fino al punto di ipotizzare (tempo verrà, ma se ne stà già discutendo al Parlamento) una futura assicurazione obbligatoria (aggiuntiva degli altri numerosi oneri fiscali e parafiscali) per consentire di risarcire i danni di eventuali alluvioni e terremoti….Il tutto all’insegna dell’ecologia, della solidarietà e di quant’altro della stessa od analoga tipologia. Si tratta di finalità condivise dalla maggior parte della collettività e dalla totalità delle parti politiche e sindacali. Che sembrano ignorare che trattasi di iniziative aventi una duplicità di fini..Tra i quali quelli che vengono dichiarati fini principali sono in realtà i sottostanti fini secondari. Pertanto, visti i consensi, trattasi di un tipo di capitalismo che è estremamente problematico demolire o trasformare. Poiché da ogni tentativo9 in tal senso può derivare una riprovazione generalizzata. E, conseguentemente, una messa al bando di chi intenda, con la propria critica, mettere in forse l’ordine costituito (ed i suoi cantori). Ed allora : evviva il Capitalismo sociale ! (Avanti il prossimo !) (Il bravo Bersani afferma che Monti non lo preoccupa affatto. (Ma se è ciò che effettivamente pensa) dovrebbe invece preoccuparlo, perché sembra Gli stia tagliando, con il rispetto delle forme, l’erba da sotto i piedi. Eccezionale la battuta di Jena, sempre su la Stampa del 16/12 us: “Prima Berlusconi, adesso Monti; un popolo di santi, di poeti e di masochisti”.

Bluewind

venerdì 14 dicembre 2012

FRAINTENDIMENTI


FRAINTENDIMENTI

Ad avviso di BW il successo di Pretty Woman non si spiega con il fatto che la prostituta è povera e volgare ma si vuole bene (come ritiene l’Articolista de La Stampa del 13/12/12)mentre il manager finanziere, ricco e raffinato (ed alquanto bullo) si detesta. In effetti costui, comparandosi con la prostituta, si accorge che le loro rispettive attività hanno, per così dire, delle affinità comuni ed elettive. Poiché ambedue non producono nulla. E’ questo, sicuramente, un paradosso ma (questa volta) la collettività l’ha compreso ed, a giudicare dal successo del film, l’ha apprezzato. Ed al successo ha contribuito anche il finale. Che è un finale da fiaba. Che quasi mai si verificherà nella realtà di tutti i giorni. E che, nonostante sia illusorio (e forse anche per questo), è piaciuto alla collettività. Alla quale,in mancanza d’altro, piace sognare con il fiabesco, l’illusorio, l’irrealizzabile, la speranza (di un qualche miglioramento), e con tutto ciò che può aiutare a vivere. Anche se, per quanto riguarda la speranza, trattasi di un ingrediente che, come saggiamente ritenuto da Francis Bacon, può costituire “un’ottima prima colazione ma anche una pessima cena”.

Bluewind

mercoledì 12 dicembre 2012

LE BUONE INTENZIONI


Le Buone Intenzioni

E’ strapieno di buone intenzioni. L’articolo di 1° pagina de La Stampa del 12/12/12. Che si augura che “Vinca il migliore”. Secondo BW a patto che per migliore si intenda, come sarebbe ovvio, il migliore interprete delle aspettative e delle esigenze reali (e ripeto “reali”) del Paese e di coloro che ne fanno parte. Se così non fosse sarebbe come se fosse abilitato al voto l’esercito di Qin Shinang . Il condottiero cinese del III secolo AC. Che fece vigilare il suo sepolcro dal famoso esercito di terracotta. Immenso ma silente, cioè incapace di dare un concreto indirizzo alla propria esistenza. Posto a vigilare su un sepolcro sostanzialmente vuoto.(interpretando una specie di commedia dell’arte).

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martedì 11 dicembre 2012

THE SPY WHO LOVED












Il rischio era la sua stessa dimensione di vita (The spy who loved)

Krystyna Skarbek alias Christine Granville (1/5/1915-15/6/1952). Figlia di un nobile polacco e di una madre ebrea. Quando venne arrestata dalla poizia politica nazista, venne torturata e rinchiusa in una cella. In attesa di essere fucilata. Un lupo alsaziano gironzolava nel corridoio antistante le celle, vigilando che i detenuti non evadessero. I guardiani giocavano a carte in una stanza comunicante con il corridoio. Ma Cristina riuscì ugualmente a fuggire proprio con la complicità del cane (che non le si avventò contro e non ringhiò) con il quale sembrava fosse sorta una qualche amichevole sintonia. Quando fu all’esterno salì su un’auto della resistenza locale. Fece un fischio ed il cane precipitosamente la raggiunse. In seguito non l’avrebbe mai più abbandonata. Dopo qualche tempo venne ufficializzata la nomina di Christine ad agente segreto britannico. Riuscì ad impossessarsi dei piani segreti dell’invasione tedesca della Russia. Che fece pervenire a Churchill. Venne più volte paracadutata nelle zone occupate dai Tedeschi (per fornire istruzioni al maquis), tedeschi dai quali più volte venne imprigionata e torturata. Ma riuscì sempre ad evadere, con fughe spesso rocambolesche. La sua storia è stata resa nota solo in tempi  relativamente recenti (ne fù a conoscenza anche Ian Fleming, all’epoca direttore dell’Intelligence della Royal Navy, che ne trasse spunto  per la serie dei film su James Bond). Per ragioni di segretezza  venne abbandonato il progetto su un film, sulla predetta vicenda, dal titolo “The Spy who loved”, nel quale avrebbe dovuto interpretare la parte della protagonista la figlia di Churchill, Sarah.  Sulla sua vita sono attualmente in preparazione due films. E’ stata recentemente pubblicata una sua biografia, a cura di Clara Mully. Le immagini dei fiori che accompagnano questo post sono le stesse dei  siti web gestiti dai suoi numerosi estimatori ed estimatrici.

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lunedì 10 dicembre 2012

"LATINORUM" finanziario


Latinorum finanziario.

Cioè ( ad es) quello degli spreads, ai quali ha creduto solo chi ci voleva credere. In effetti il così detto tecnicismo di vertice non ci ha premiato. Poiché dirigere un Paese, cioè una collettività (vivente e che vorrebbe ancora vivere) non è come dirigere una società per azioni od altro complesso finanziario – speculativo. E’ infatti tutt’altra cosa. In realtà si ha la sensazione che a tale tecnicismo (o presunto tale) di vertice abbia fatto da guida un filo germanesimo alla Merkel. Mosso anche da implicazioni che con il pareggio del bilancio non hanno nulla a che vedere. E che ha messo letteralmente in ginocchio il Paese. (E che, per merito esclusivo dell’iniziativa coraggiosa di M. Draghi, ne ha evitato il tracollo).

In effetti l’Europa non è più, attualmente, l’Europa dei popoli (forse non lo è stata mai) ma quella dei bilanci. E delle speculazioni finanziarie. Ed  è a questa Europa che verrà, oggi, attribuito il premio Nobel per la pace, in una Oslo blindata, (poiché si temono manifestazioni e disordini); ed oltretutto con la scarsa partecipazione di importanti stati europei, niente affatto convinti che l’Europa sia stata effettivamente portatrice di pace nel mondo.

Bluewind

domenica 9 dicembre 2012

Così è (anche se non vi pare)



COSI’ E’ (anche  se non vi pare)

Sembra illogico non ipotizzare che, nelle retrovie mentali delle misure finanziarie recentemente attuate non vi sia anche un sottostante progetto politico/finanziario avvalorato dalla intesa cordiale di strutture politico finanziarie (anche internazionali, specie europee). Che nessuno ha, sino ad ora, disvelato. E che, presumibilmente, nessuno, anche in seguito, avrà interesse a disvelare. Se così non fosse le manovre economico finanziarie predette risulterebbero solo ed esclusivamente controproducenti, senza una ragione (e non parliamo di spread che è solo una fiaba per gli ingenui). Poiché hanno peggiorato la situazione. Inoltre, tra l’altro ( riferendoci all’evento più banale), l’aver aumentato le imposte incrementando in misura a dir poco spropositata la recessione, è una manovra alla portata di tutti (compresi i politici, qualora fossero stati disposti a veder diminuire i consensi, sporcandosi, per così dire, figurativamente ,la faccia con il conseguente aumento elettorale dell’anti politica).

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sabato 8 dicembre 2012

GOCCE DI DOLCE VELENO

GOCCE DI DOLCE VELENO

Che fine ha fatto il cigno ? Sulla scena si sono viste solo alcune sue penne sciolte. Esibite sottobraccio da un non troppo convinto , giovanissimo e riccioluto Lohengrin. Apparentemente inquieto, insicuro, nonostante il gilet stile Prada indossato. Nulla da dire sulla eleganza della platea. Ineccepibile. Si deve riconoscere, non senza un legittimo orgoglio, che abbiamo sicuramente il pubblico teatrale più elegante del mondo. Si tratta in gran parte di personaggi altolocati, che sono dei veri figurini, nonostante l’intenso lavoro cui si sottopongono. La superstizione poi è stata lodevolmente bandita. Nonostante i numerosi segnali (negativi) susseguitisi. Tra i quali la malattia di ben due interpreti del personaggio di Elsa. Il forfait del presidente della commissione europea (Barroso) impossibilitato ad intervenire perché bloccato a Bruxelles dalla neve (questa è la tesi ufficiale), il governo Monti “alquanto traballante – cadente – quasi caduto” (così scrive un giornalista a pag. 39 de La Stampa). La vicenda dei due inni, quello di Mameli e quello europeo. Quest’ultimo annullato per l’assenza di Barroso. Il primo eseguito solo alla fine dello spettacolo, per non turbare con le sue percussioni bandistiche la serena, idillica musicalità dell’ouverture. (questa è, almeno, la motivazione ufficiale). Gli esecutori sono stati tutti bravissimi. Gli spettatori eccessivamente trionfalistici negli atteggiamenti e negli abiti da cerimonia. Forse non si sono ancora acccrti che c’è una crisi. Forse non se ne accorgeranno mai.

Bluewind.

THE SHOW MUST GO ON


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THE SHOW MUST GO ON

Non è certamente apologetico il commento che l’articolista di prima pagina de La Stampa dell’8/12 us. dedica al suicidio della povera infermiera inglese “per la vergogna di avere abboccato ad uno scherzo telefonico che ha creato qualche trascurabile imbarazzo “ alla massima istituzione inglese . Ciò sembra sia avvenuto sulla base di “un esasperato e per noi(ma non per tutti - nota di BW) incomprensibile senso dell’onore”. Ma dei suicidi non ci sarebbe da meravigliarsi troppo. Da noi ne avvengono tutti i giorni ma sembra non determinino scandalo od articoli di prima pagina, a differenza del suicidio della povera infermiera inglese che, in tal modo (sbagliato) ha inteso tutelare la propria integrità  ed onorabilità personale e professionale. Si potrebbe anche seguire un’altra via. (molti lo fanno, traendone benefici di carriera e d’altro genere). Ed è la via indicata dalla massima che, nonostante tutto, “The show must go on” (lo spettacolo deve continuare).

Ed a tale proposito sembra che il nostro ex Presidente del Consiglio, avendo appreso che Gli era venuta meno la fiducia al Suo governo, se ne sarebbe uscito con una delle Sue brillanti, aforistiche battute: “ Il Re Sole si è un poco allontanato da me”. Ma probabilmente non vi può essere nessuna preoccupazione al riguardo. Poiché molto presto (forse anche subito) molti dei sostenitori che contano interverranno, anche internazionalmente, a darGli (più di) una mano.

Bluewind.

giovedì 6 dicembre 2012

IL BARBONE ED IL POLIZIOTTO

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Il  barbone  ed  il  poliziotto

E’ il poliziotto che ha sbagliato. Perché non si fanno regali inappropriati a chi li riceve. E gli esempi non mancano (anche sul piano della politica internazionale dei grandi ed anche piccoli stati occidentali. Specie allorchè si intenda esportare ciò che, almeno al momento, è incompatibile con i Paesi  - per così dire - “beneficiari “di tale esportazione. E ciò anche se ciò venga giustificato da un buonismo (a volte) di facciata.
Infatti che il barbone, il giorno successivo a quello del donativo degli stivali fattogli dal poliziotto, li abbia nascosti  per evitare di esserne depredato, forse anche ucciso,  e sia rimasto  nel freddo ed a piedi nudi,  rivelasi una soluzione logica e conseguenziale alla situazione dei barboni che vivono nelle grandi città e non è certo  la conseguenza di una sua libera scelta.
Quindi il barbone  nonha ucciso un’atto d’amore con uno di paura” come sembra ritenere l’articolista di prima pagina de “La Stampa” del 6/12 us ma si è comportato logicamente, adeguandosi alla situazione nella quale è costretto a…sopravvivere (alla meglio) in attesa di qualcosa che verrà (e che questa volta non sarà un altro paio di stivali).

Bluewind.

martedì 4 dicembre 2012

TIMIDEZZE IN LIBERA USCITA

 

TIMIDEZZE  IN  LIBERA  USCITA

Con insolita audacia, l’Articolista de “La Stampa” menziona il recente account di Benedetto XVI su Twitter divulgando i numerosi e, ad avviso di BW, irrispettosi, irripetibili quesiti propostiGli dai frequentatori del sito. Associando  a tale (indiretto)  dileggio anche i nostri connazionali, A Suo dire comici per timidezza e leoni da tastiera. Metà dei quali, qualora fosse ammessa alla Sua presenza, ne bacerebbe l’anello mentre l’altra metà gli e lo sfilerebbe. Evviva ! (Si fa per dire)

Bluewind

lunedì 3 dicembre 2012

IN ATTESA DI MIGLIOR FORTUNA...


IN ATTESA DI MIGLIOR FORTUNA

Nelle “primarie” recentemente conclusesi  ha vinto non già l’Italia del sussiegoso doppiopettismo, del tecnicismo (per sua stessa tipologia, incapace di risolvere i problemi  della sopravvivenza collettiva), l’Italia del gadget, dell’informatica applicata non alla semplificazione delle procedure (ma al suo contrario), l’Italia del giovanilismo male inteso. Ha vinto un’Italia social popolare. (consociativa).Quella che già da tempo conosciamo, attraverso l’attuale letteratura, l’attuale livello delle conduzioni televisive di successo, l’ossequioso rispetto per ciò che non è quello che dovrebbe essere, l’Italia dell’attuale Welfare, del perbenismo della gente comune, l’Italia del lavoro (e che strizza l’occhio alle  imprese) nonchè delle più tipiche tradizioni familiari, basate sulla cooperazione dei suoi componenti e sulla loro reciproca compartecipazione. L’Italia non delle famiglie allargate, l’Italia del laicismo “quel tanto che basta”.

Passando ad altro argomento ed osservando le splendide immagini  delle edificazioni di Samarcanda (Ubzekistan) sorge spontaneo chiedersi cosa rimarrà del nostro tempo come traccia tangibile, culturale della nostra esistenza (collettiva). Forse la discussa edicola di R.Meier che copre l’Ara Pacis a Roma o l’Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano al Villaggio Olimpico (di Roma), definito “bacherozzo” ? Forse non rimarrà proprio nulla che costituisca la tangibile riprova di una nostra sopravvivenza collettiva che non sia stata solo un’incidente di percorso ed un puro e semplice vegetare…in attesa di miglior fortuna.

Bluewind

sabato 1 dicembre 2012

NATALE (sottovoce)


NATALE (sottovoce)

Secondo l’articolista della prima pagina della Stampa del 2/12 us. (Giacomo Poretti) a partire da oggi, come è tradizione, tutta la Nazione si dovrebbe mobilitare, i Comuni dovrebbero allestire l’albero più alto delle sequoie di  Yellowstone, le famiglie dovrebbero programmare menù ricchi di colesterolo…e così via. Ma di tutto questo immaginifico trionfalismo non se ne è vista ancora traccia alcuna. Anzi al centro di Roma ha fatto recentemente la sua comparsa un (primo) lustrascarpe. Forse altri ne seguiranno. (Chissà se avranno aperto, tutti, una partita iva ?) Il mercato di Porta Portese è affollatissimo, specie le bancarelle degli abiti usati. La gente, evidentemente, non ha rinunziato a farsi e fare regali. Ed a vivere in allegria (anche se è una fittizia allegria). Chissà come sarà il Natale…a Samarcanda. (Nessuno ce lo dirà mai).

Bluewind

AMORE E PSICHE (il mito)


AMORE  E  PSICHE   (il mito)

Erano giovanissimi. Adolescenti. Così sono stati raffigurati da Francois Gerard  e  dal Canova. Ma gli adolescenti sono cresciuti. Come è cresciuta, sotto certi aspetti, l’umanità intera. Nel senso che è divenuta più consapevole di ciò che l’attende (a volte). Ed il rapporto tra i sessi è divenuto anch’esso diverso.  Non più quello edulcorato  adolescenziale del Gerard e del Canova. Ma, spesso, ricco di problemi. Che si definiscono esistenziali. E che consentono, a volte, solo pochi attimi di intensa partecipazione (fisica). Ed ecco i nuovi protagonisti del mito, cresciuti e disincantati. Sono quelli  di Edvard Munch.. Meno angelicati. Tutt’altro che adolescenziali. Realistici come sa esserlo la realtà. Quella vera. Così (forse) è. Anche se non ci piace (affatto).

Bluewind

martedì 27 novembre 2012

PUSSY RIOT LIBERE !


PUSSY  RIOT  LIBERE  !

Vi sono molti che hanno  lo stomaco forte…in Russia.  (Lo dimostrano gli anni della stalinismo che BW si rifiuta di denominare comunismo) Ma adesso sembra  che costoro abbiano un’impatto più morbido. Ma non troppo. E le Pussy Riot ne sono la prova.Si tratta di innocque e divertenti contestatrici, per pochi minuti, e forse di involontari sostegni istituzionali, atti a rendere visibile che qualcosa è pur cambiato in Russia e che ciò giustificherebbe lo statu quo. Ma la parte più conservatrice del Paese ha optato per i metodi tradizionali del passato e per la scomunica dell’….insano gesto. (cfr su Repubblica del 28/11 us gli editoriali di Nicola Lombardozzi e Paolo Galimberti, a pag 1, 25, 28, 29) E le Pussy Riot, dopo un bonario allontanamento dalla Cattedrale da parte della polizia, sono state considerate  pericolose sovversive ed, in adesione all’auspicio di una punizione esemplare, da parte del Patriarca, sono state rinchiuse in uno dei classici gulag del  passato. Senza che abbiano fatto male a nessuno. La loro detenzione annulla del tutto la convinzione che…in Russia qualcosa sia cambiato. E che, in altri paesi si possa cambiare…senza ricorrere alla violenza.
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lunedì 19 novembre 2012

Storiella (Nepalese)


STORIELLA (Nepalese)

Il vecchio oltre essere vecchio era anche un rinomato saggio (cinese).Recatosi un giorno nel mercato ortofrutticolo di Kathmandu ed avendo notato che il fruttivendolo stava per vendergli delle mele non ancora mature, ebbe a consigliargli che, per incrementare le sue vendite, avrebbe dovuto di ciò avvisare i suoi clienti. I quali sicuramente avrebbero apprezzato la sua correttezza e sarebbero rimasti suoi clienti per sempre. Ma, avendo applicato alla lettera tali indicazioni e non avendo più clienti, il fruttivendolo decise di cambiare attività. E di aprire una rivendita di libri usati, sperando di avere miglior fortuna (e di non seguire più i consigli di saggi cinesi, evidentemente in nessun modo utilizzabili nei mercati ortofrutticoli).

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venerdì 9 novembre 2012

Colta al volo


COLTA  AL VOLO

Due scrittori di successo si incontrano. Da Feltrinelli (a Roma). Accompagnati dai loro cani. Uno degli scrittori chiede scherzosamente all’altro: “Sta imparando a leggere ?” L’altro risponde : “ Finora solo fumetti”. “ Allora sa leggere” dice l’altro.” A volte alcuni fumetti sono travestiti da libri”.

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mercoledì 7 novembre 2012

Vedo le colonne e gli archi...


Vedo le colonne e gli archi….

L’Articolista della 1° pagina de “La Stampa” mostra di compiacersi (ma non troppo) per la rielezione di Obama che, a tal fine, le ha tentate tutte. Anche improvvisandosi ballerino, per compiacere il Suo pubblico (elettorale). Esprime altresì un contemporaneo cruccio in quanto Obama, a dire dell’Articolista, dovrebbe prossimamente porre termine alla Sua carriera politica, dal punto di vista di una ulteriore rielezione. Ciò poiché è prassi (americana) che un uomo politico non possa fare politica “per tutta la vita”. Infatti vi sono scadenze fisse da rispettare (negli USA). Poiché occorre far largo ai giovani. Affinchè, non “insudiciati” dal potere, siano anch’essi in grado di incorrere negli stessi identici “errori “, che i loro “dante causa”, con l’esperienza acquisita, potrebbero, auspicabilmente, evitare di ripetere, nel prosieguo della loro attività politica.

Bluewind

martedì 6 novembre 2012

E' L'ULTIMO FILO D'ERBA.....


E’l’ultimo filo d’erba
Quello che spezza la sciena del cammello (quando il carico è eccessivo) (proverbio arabo)

Migliaia di giovani si trasferiscono in Romania. E si iscrivono alle università statali di quel Paese. Per diventare medici, odontoiatri, veterinari…Non vi rimarranno, dopo la laurea. Ma non torneranno in Italia. Che ne ha, poco amichevolmente, rifiutato l’accesso, mediante tests a dir poco discutibili, alle proprie università. Evidentemente nella inconfessata aspettativa di vederli trasformati in caldarrostai, gelatieri avventizi, addetti a call center con stipendi da fame ed orari impossibili (da escludere i posti di pizzaiolo, perché sono tutti occupati. Dagli immigrati.)

Sta avvenendo una vera e propria implosione, collettiva, di una società forse ormai troppo stanca di se stessa e del proprio passato.  Implosione che ha luogo con una lontananza di anni luce dagli splendida decadenza empaticamente evocata, per Venezia, da uno dei nostri più grandi registi (Luchino Visconti).

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lunedì 5 novembre 2012

Mala Sanità


MALA SANITA’

Malus cum sutor inopis deperditus medicinam ignoto facere coepisset…..(Un poco di attenzione ! E’ Fedro che parla…anche se mal tradotto e molto abbreviato…). Un ciabattino piuttosto maldestro e senza clienti decise di spacciarsi per medico, contrabbandando con un nome di fantasia un contro veleno che, a suo dire, era un miracoloso rimedio contro tutti i veleni. Il re della città decise di sperimentarlo di persona e, fattolo venire lo invitò  a bere in un bicchiere ove aveva versato dell’acqua ed aggiunto un finto veleno (acqua anch’essa).  Ciò determinò il ciabattino, per evitare di bere, a confessare che il suo contro veleno non aveva affatto  i poteri miracolosi da lui vantati. Convocata un’assemblea, il re si fece vanto di dire che ciascuno nella propria esistenza deve dare retta …..solo a quelli che contano. (E’ come dire : “Cicero pro domo sua”).

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mercoledì 31 ottobre 2012

LUCE DESTRUTTURANTE (sul palcoscenico)


Luce destrutturante (sul palcoscenico)
 Fino a qualche secolo fa, quando scienza e filosofia erano frammiste alle religioni, si bruciavano sul rogo streghe e gatti neri. In dispregio di un Platone – per i suoi tempi – pluralista ed eclettico. (per ciò che riguarda le “verità assolute”). Attualmente, ma non da molto, la scienza ha smarrito il suo predominio “ideologico”. In considerazione, anche, del  fatto che la cronologia del pensiero scientifico non è stata altro che uno scivolamento da un errore all’altro. E ben potrebbe ridenominarsi:” storia dell’errore umano”. E pertanto ogni legge scientifica viene considerata valida e “razionale” solo fino “a prova del contrario”. E cioè fino al momento in cui venga “detronizzata” da altra teoria. Relativismo assoluto, dunque ? Non è così per la “realtà teatrale” (e per quella dell’arte raf-figurativa). Che, a differenza della scienza e della filosofia, non ha mai rinunciato a rappresentare la contraddizione  ( a volte pragmatica) tra il mondo della verità ufficiale (vigente) e quello della contraddittoria realtà umana, fatta anche di pregiudizi, usi e consuetudini, Ed altresì, a differenza delle ideologie filosofiche culturali del momento,  non ignorando le idee morte e perdenti. Tra le quali v’è anche il mito e la sua indiscutibile valenza anche in ciò che costituisce l’attualità.   Prova ne sia, nel teatro di prosa e nell’opera lirica, la reviviscenza, sulla scena,di tutti i più esemplari miti  e vicende (a volte, queste ultime, anche frutto di fantasia)  che abbiano un valore emblematico di parametrazione con la realtà di ogni giorno.  Realtà che, sul piano umano, non soggiace alle leggi terrene o d’altro genere, ma che ha il suo punto di riferimento (a volte inattuato) in un’etica interiore (Antigone, Prometeo, Galileo e numerosi altri ne sono significativi esempi). Conseguentemente potrebbe essere anche il caso di associarsi al pensiero di Nietzsche quando afferma che: “occorre guardare alla scienza (ed alla filosofia) con gli occhi dell’arte ed all’arte con quelli della vita”.

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