martedì 31 dicembre 2013

DON FERRANTE (docet ?)

DON FERRANTE (docet ?)

(Post dedicato a tutti quei commentatori, in verità non pochi, i quali ritengono che l’attuale crisi sia,principalmente, un fatto “psicologico”).
Anche Don Ferrante, a suo tempo, riteneva che la peste, di cui successivamente ne fu vittima, non era intellettualmente configurabile.

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lunedì 30 dicembre 2013

SCIENZA ED ANIMALISMO

SCIENZA ED ANIMALISMO

Forse non si tratta di attaccamento al mito. O di avversione alla scienza da parte degli animalisti. (come si legge su La Stampa del 30/12/13, pag 1 e 9). Ma della consapevolezza che, a volte (ad essere ottimisti) si prenda a pretesto la scienza per raggiungere obiettivi che con essa hanno poco o nulla da spartire. (Come  avviene anche in altri settori). Al lettore, avente un minimo di sensibilità intellettuale, il compito di individuare quando ciò avvenga.

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domenica 29 dicembre 2013

FORSE (solo cattivo gusto)

FORSE (solo cattivo gusto)

Alcuni quotidiani danno notizia delle reazioni  sul Web alle dichiarazioni della (ormai) famosa Carolina, che, a quanto Essa afferma, sarebbe riuscita a raggiungere i 25 anni anche per merito delle “sperimentazioni” sugli animali, alle quali si dichiara favorevole anche poiché, a quanto dice, senza tale tipo di ricerca sarebbe morta a 9 anni. Ad Essa si oppone il coro degli oppositori a tali sperimentazione, con epiteti che definire inverecondi potrebbe considerarsi solo un immeritevole eufemismo. (“Puoi morire anche domani. Per te non sacrificherei il mio pesce rosso…”  “Magari tu fossi già morta..”). Ovviamente al riguardo anche Lupoblu  è contrario alle sperimentazioni suddette, molto spesso inutili e sottostanti ad inconfessabili interessi, ma non può non rilevare che il tanto sbandierato francescanesimo (dei reciproci rapporti) risulta del tutto assente nella disputa suddetta) Nella quale, tra l’altro, si rinnova un nuovo tipo (dinamico) di fariseismo, che non rende né migliori né peggiori di quello che già siamo (e che, purtroppo, continueremo ad essere).

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venerdì 27 dicembre 2013

UN CERCHIO (senza un perchè)

UN CERCHIO (senza un perché)

Un mondo trasparente. Con personaggi senza individualità. Sbiaditi. Dove tutto è sotto controllo. Audio visivo.  E’un mondo senza violenza. Ma chi la commetterebbe sapendo di essere osservato ? Un mondo senza discriminazioni. Senza minoranze (dissenzienti). Poiché la dissidenza è stata spazzata via. Nel convincimento di tutti che è fuori moda. E’ out. Poiché non vi sono problemi (così almeno sembra). In quanto vengono risolti. Da una informatica centralizzata. Formata da funzionari indottrinati. Ai quali, informaticamente, tutti possono ricorrere. Per ricevere consigli ed istruzioni del caso. Questo è il mondo prefigurato da The Circle. La pubblicazione di Dave Eggers. Che sembra fatto colpo a tal punto sul Presidente USA Obama da farGli ospitare alla Casa Bianca un summit dei principali guru dell’economia digitale della Silicon Valley. E c’è qualcuno che riferisce che sembrerebbe che i frequenti richiami al The Circle abbondassero nella animata discussione a porte chiuse, che ne è seguita. Ma sembrerebbe sia stato fatto molto rumore per nulla. O comunque se lo preferite: “As You like it” (come meglio Vi aggrada). Ma se tutto ciò riguarda la problematica del consenso, c’è qualche paese occidentale che ha risolto a modo suo il problema. (Evitando imbarazzanti intercettazioni o trasferendo la “nuova tecnologia” audiovisiva in ogni angolo di strada). Ed ottenendo ugualmente il consenso. Pur senza ancora iniziare la caccia ai vari perché si sia verificata una crisi (si dice sia economica) ed agli strumenti più idonei per fuoriuscirne. Ma forse ciò potrebbe essere avvenuto poichè potrebbe ritenersi ancora valida quella remota indicazione secondo  la quale…al contadino non far sapere…(con quel che segue).

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domenica 22 dicembre 2013

A FIN DI BENE

A FIN DI BENE

La fattoria degli animali, 1984 (di  G.Orwell), Una modesta proposta (di J.Swift) ormai hanno un seguito. E’ The Circle, il romanzo di Dave Eggers. Ha una copertina dedicatagli da The Economist. Viene citato dal New York Times e dal New York Review of Books. Il The Guardian lo ha definito la più preveggente satira di Internet. E delle intercettazioni (vocali e visive) nel loro complesso. Nel The Circle si prefigura un Occidente dominato dalle intercettazioni a 360° e dalle nuove tecnologie di controllo in genere. Tutto con le migliori intenzioni…(Si inizia sempre così). Ed ogni gesto, ogni affermazione di chiunque viene sottoposto ad una continua vigilanza 24 ore su 24. Le giustificazioni di ciò sono ovvie. Chiunque tenda alla riservatezza ed alla individualità delle scelte, del proprio pensiero o del suo libero arbitrio viene informaticamente (e non solo) braccato. Sempre con la gentilezza e le buone intenzioni. Basta isolarlo,  il che, in una comunità fatta di partecipazioni, di rapporti interpersonali e di reciproca interdipendenza non è poca cosa. Ovviamente la malvivenza (quella spicciola) viene debellata, la pedofilia ed il femminicidio anche. E tutto ovviamente avviene a fin di bene. Perché trionfi (il bene stesso). E con esso l’ecologia, il buonismo, la difesa dei deboli e  di quant’altro.( Fate il bene ! è l’attuale imperativo categorico). Il testo originale dell’opera è redatto in un inglese piuttosto ostico ma leggibile. Ricco di slangs e di frasi idiomatiche (La traduzione in italiano sembra non sia ancora disponibile). Ed allora facciamo il bene ! (nunc et semper) oltretutto si tratta, anche, di un postulato apostolico.

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mercoledì 18 dicembre 2013

GIOCHI DI RUOLO

GIOCHI DI RUOLO

Niente affatto desiderosa di assolvere al ruolo di sposa fedele, di madre affettuosa e di partecipe di una vita dignitosa e di (relativo) censo, Hedda Gabler (in scena al teatro Quirino di Roma) avrebbe pur assolto a tale ruolo . Ma a patto di non essere “schiava” di nessuno. (“Ma schiava no”). Incosapevole di essere, fondamentalmente, schiava….ma di se stessa. E delle convenzioni sociali dell’epoca. Se l’aspetto “controcorrente” dell’opera era da attribuirsi alla realtà sociale dell’epoca, è evidente che, viste le attuali costumanze, gran parte di tale aspetto è andato perduto…per strada. Ed il colpo di revolver ha posto solo fine alla vita di Hedda Gabler ma non ha risolto il suo problema di fondo (che era quello di liberarsi da se stessa e dalle convenzioni di cui, suo malgrado, era partecipe).

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lunedì 16 dicembre 2013

NESSUN DORMA...

NESSUN DORMA….

Il critico musicale (Anna Bandettini) di La Repubblica (del 15/12/13) dà notizia che i “Pilastri della società” (Ibsen) sono attualmente in scena al Teatro Argentina di Roma. Che, nella parte finale dell’opera teatrale, ammettono pubblicamente le proprie colpe, esaltandole come una irrinunciabile necessità, attuata per il bene stesso della collettività. Che, da parte sua, è ben disposta a perdonarli ed  anzi persino ad assolverli. L’Articolista sospetta però, condivisibilmente, che se i pilastri della società erano, a suo tempo, “marci dentro e così ben sostenuti fuori”, anche adesso non ci sarebbe da stare “troppo allegri, visto che da Ibsen ad oggi, dopo oltre un secolo, nulla” (o quasi nulla)”è cambiato

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sabato 14 dicembre 2013

NON SOLO (tela di Penelope)

NON SOLO (tela di Penelope)

Maria Teresa Leal (“Tete”) dirige, in Rio De Janeiro (in un vicolo di favelas) la coop. Coopa – Rooca, di cui fanno parte abili cucitrici, in grado di trasformare materiali e tessuti di scarto in indumenti di gran classe. Che “Tete” riesce a commercializzare presso gli atelier (e case produttrici) di tutto il mondo. Gode ovunque di grande rispetto e considerazione (Persino nell’ambiente dei Narcos). Coloro che operano nella cooperativa si ritengono tutte cooperatrici di “Tete” e non semplici lavoranti o dipendenti, poiché tutte lavorano nello stesso modo (“Tete” compresa), per così dire “gomito a gomito”, contribuendo allo sviluppo della cooperativa. Che a costoro ha restituito il senso della propria esistenza (che, forse, nella vita, è quasi tutto).

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L'EREMITA (4)


L'EREMITA (3)


L'EREMITA (2)



L'EREMITA (1)

L’EREMITA (1)

C’è un eremita, a Roma, che……..vive come un eremita. Abita in alcune grotte. Quasi in simbiosi con tre gatti, una civetta ed un cinghialino. Contentandosi del nulla (cioè di quel poco che ritiene molto) che ha. Le immagini, che accompagnano il post, e quelli successivi, documentano, meglio di un testo, come vive. E come è felice (di vivere così). Ed ecco i pensieri (di una vita non spesa invano):
Ti ringrazio….chiunque Tu sia
Per avermi dato una vita piena di problemi….
Per avermi fatto vivere al minimo livello
così non dipendo da nessuno, ma solo da Te
Per avermi reso indipendente con il poco
così sono innocente della miseria altrui…
Per avermi illustrato come funziona il mondo
così sto attento a non sfruttare il prossimo…
Per tutto questo Ti ringrazio dal profondo…
Spero solo che quando verrai a prendermi,
io sia soddisfatto di me stesso.
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venerdì 13 dicembre 2013

IL SESTO UOMO

IL SESTO UOMO

E’ una leggenda. Nata nell’estremo nord (artico). Ove il “team” di chi lavora in miniera è composto da 5 uomini. Ma sembra, secondo la leggenda, ve ne sia anche un sesto. Occulto. (Forse lo spirito di un compagno morto. O di un fantasma…..amico). Pronto ad aiutare (spesso) chi si trova in pericolo (ed al pericolo scampa). Lo spunto è certamente affascinante. Ce lo offre la scrittrice (di gialli) e quant’altro Monica Kristensen (assuefatta a vivere tra i ghiacci artici su una delle isole Svalbard (Norvegia), ove frequentemente la temperatura può scendere a meno  di 57 gradi Celsius) nel suo romanzo: “La leggenda del terzo uomo”. Nel quale, tra l’altro, descrive la fatica di vivere ed il trionfo del sopravvivere (nell’estremo Nord artico).
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martedì 10 dicembre 2013

LE CRISI NON FINISCONO MAI


LE CRISI (non finiscono mai)

A quattro anni dalla fine dell’ultima crisi (quella dei subprime) l’economia ristagna (nonostante i favorevoli auspici, che da soli non bastano). Forse si potrebbe ancora raschiare il fondo del barile. Ma che sembra ormai sfondato. Negli USA si prevede che la forza lavoro aumenterà solo dello 0,2% l’anno. In Europa anche di meno. Si investe soprattutto nell’informatica. Ed unicamente quest’ultima risulta essere in leggera crescita. Ma è una crescita che non produce allargamento dei consumi o nuova occupazione. Si deve pertanto abbandonare la vecchia prospettiva che il progresso, per essere tale, si basi su una produttività in aumento di anno in anno. Ed occorrerà contentarsi della vecchia normalità che ha caratterizzato le epoche anteriori al 700. Del mondo prima della macchina a vapore. Gli attuali iPhone non potranno aprire le porte a nuovi consumi, a nuovi redditi. E cioè a più svaghi, più famiglie nuove, più elettrodomestici, più case… Non è BW che lo dice ma due autentici giganti dell’economia: Larry Summers, candidato di Obama alla guida della Fed, riguardo al quale, come ha rivelato nel suo blog il premio Nobel Paul Krugman: “da un po’ andavo dicendo le stesse cose ma Larry, accidenti a lui, le ha dette meglio”.

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domenica 8 dicembre 2013

VACATIO MENTIS (Loch Ness)


VACATIO MENTIS (Loch Ness)

Immaginifica, paradossale realtà. Quella che appare nei video giochi. E non solo in questi. A volte sussistono apparenze che sembrano reali. Ma che esistono in conseguenza non solo di sensazioni ma forse per il  desiderio effettivamente  esistano. Ma che, a seguito di abili inventive, rendono, per così dire, concrete le sensazioni di chi ha visto. O ha creduto di vedere. Come accaduto dalle parti di Loch Ness. Il lago gelido (che non gela mai), molto profondo (mt 227). Ove qualcuno ha creduto di vedere un mostruoso essere, sopravvissuto alla notte dei tempi, affiorare dalle acque del lago. E ciò che sembrava solo un’immaginifica astrazione è divenuta una concreta realtà. Che in una località, scozzese, triste ed insignificante come quella di Loch Ness, ha fatto sorgere ben 34 alberghi nonchè musei, associazioni…. E soprattutto ha prodotto e produce profitti. Quindi, a volte, anche quella che sembra una vacatio mentis (della collettività) può produrre profitti. E forse anche consensi. Privi di razionalità. Ma così, a volte, ( in mancanza d’altro) vanno le cose.

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venerdì 6 dicembre 2013

OVE PORTA IL VENTO

OVE PORTA IL VENTO…
Scrive un padre (Luigi Elisei di Civitanova Marche) a La Repubblica del 6/12/13 che, commentando la lettera di F.S. di Roma,sostiene di trovarsi nelle stesse condizioni di quest’ultimo ( anch’esso con figlio di 30 anni, ingegnere biomedico, emigrato in Australia ove fa il barista) e si chiede cosa sarà di tutti gli altri (giovani) laureati, costretti a recarsi all’estero, alla ricerca di una occupazione. Purtroppo il problema risale a molti anni fa. Quando ci si chiedeva cosa avrebbero fatto tutti questi giovani quando si fossero laureati. Forse (così almeno si spera) gli incoraggiamenti a proseguire gli studi fino alla laurea ed il proliferare delle università private non avevano quale finalità (principale od occulta) quella di sfoltire (statisticamente) le liste dei senza lavoro. Ma in ogni caso non può concludersi, come argomenta il lettore, che “ forse le colpe dei padri ricadono sui figli”.Forse il mestiere di vivere è un mestiere difficile. E forse, ancora una volta (come sempre) sfuggono ( si fa per dire) le vere ragioni del problema. In effetti ci si è lasciati trasportare dove…ha portato il vento. Come spesso accade.
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giovedì 5 dicembre 2013

SE CI SI RIESCE

SE CI SI RIESCE

Della serie “come ti erudisco il pupo” sembra appartenere il commento di Rush Limbaugh (noto commentatore radiofonico statunitense)  sul francescanesimo dell’attuale PapaLimbaugh avrebbe personalmente verificato, in una sua visita in Vaticano, che vi scorrerebbe un fiume di soldi e che la stessa Chiesa cattolica americana avrebbe un bilancio annuale di ben 170 miliardi di dollari. Senza dei quali non avrebbe alcuna possibilità di operare (secondo quanto si legge a pag 17 de La Stampa del 4/12/13). Se è quello che effettivamente si vuole, si andrebbe nella direzione giusta. Ma a condizione di eliminare le “favelas”. (Se ci si riesce).
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sabato 30 novembre 2013

UN AMORE (puramente teorico)

UN AMORE (puramente teorico)
The Owl and the Pussy-cat. (il volatile e la micina)
(libera traduzione di BW)
Un volatile ed una micina navigavano nel mare su una barca verde pesca. Il volatile cantava, accompagnandosi con una minuscola chitarra. (Pussy cat lo ascoltava ammirata): Come sei bella Pussy! Come sei bella ! E’ questo solo un “assaggio” di un brano poetico di E.Lear (1812-1888), poeta del tipico “nonsense” inglese, cioè dell’inverosimile, dello scherzoso, dell’ immaginifico. (Evidente parametrazione delle vicende umane). Che ebbe numerosi imitatori ed estimatori. Tra i quali Lewis Carroll, autore di Alice nel paese delle meraviglie, S.Freud, T.S.Eliot. Nonché alcuni recenti cantautori di successo,  J.Lennon e Bob Dylan  che trassero ispirazione dai suoi brani tra cui quello denominato “Tamburine man “:   “Take  me on a trip upon your swirling  magic ship/ My senses have been stripped /My hands can’t feel to grip/My toes too numb to step…./Hey ! Mr. Tambourine man, play a song for me,In the jingle jangle morning I’ll come following you…
Molti di quelli che, nel nostro Paese, ( e sono numerosi) non conoscono neanche bene l’italiano (cfr. la recente graduatoria OCSE che ci colloca all’ultimo posto) ritengono che queste escursioni nell’immaginario…ma non troppo  (e cioè nel nonsense  per dirla con gli inglesi) sia un perdere tempo E che, dovendo scegliere, siano preferibili le ovvietà del momento, che non offrono altro di nuovo  se non la propria (applaudita da molti) autodefinizione.

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domenica 24 novembre 2013

I "mejo" del reame...

I “mejo” del reame…
Secondo l’Articolista di 1° pagina de La Stampa (del 24/11/13) l’italiano delle barzellette sembra apparire più furbo di tutti gli altri (francesi, inglesi, tedeschi) risultando, nel confronto, sotto certi  aspetti, il migliore.E ciò nonostante i suoi congeniti, secondo l’Articolista, difetti. Ed apparendo oltretutto diverso e migliore di un altro suo simile (italiano anch’esso). Se questo è tutto, c,è solo da chiedersi cosa realmente sia la vera furberia. (se una duplicazione di difetti o, eventualmente, una accettabile virtù).
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lunedì 18 novembre 2013

NON DECISIVA (decisione)

Una (non decisiva) decisione
Gervaso da Venosa (che assassinò la sua sposa). Sembrerebbe sia stato un precursore della musica moderna e fonte di ispirazione per molti “grandi” della musica (Wagner,StravinskySchonberg) e molti Jazzisti e registi di fictions e films. Persino Battiato gli ha dedicato un suo ….cantico. La moglie di Gervaso (Maria Davalos, bella ed anch’essa di nobile lignaggio, sposata peraltro senza entusiasmo) la uccise, assieme al suo amante (anch’esso un nobil’uomo), in quanto sorpresa in fragrante adulterio. Ma ne fu assolto dal vicerè di Napoli, a causa del suo elevato lignaggio e perché trattavasi di un delitto d’onore. (cioè “per giusta causa”). Attualmente se ne celebrerà il processo (a Milano, presso ilPiccolo Teatro, il 30/11/13, nell’ambito del festival “Gesualdo”, iniziato l’8/11/13, con l’intervento di numerose autorità pubbliche e private).Interverranno anche numerosi giuristi “di chiara fama” (giudici ed avvocati) che assumeranno il ruolo di corte giudicante, accusa e difesa. La decisione (se ci sarà) non sarà….decisiva. Poiché non potrà essere di assoluzione ( perché il fatto contestato fu conforme alla legge ed all’osservanza degli imperativi sociali dell’epoca. Ed in tal caso potrebbe essere giustificato persino l’Olocausto). Non potrà essere neanche di condanna, poiché in tal caso si urterebbe con il principio, tuttora valido, di non ispirarsi al senno di poi e che occorre tener presente che, in fondo, quelli erano altri tempi.
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domenica 17 novembre 2013

Gli amorosi sensi (di ERNANI)

Gli amorosi sensi (dell’ERNANI)
I tre protagonisti (Ernani, re Carlo, Silva) sembrano esclusivamente interessati a conquistare le grazie della bella Elvira, che a…. quant’altro (nell’operaERNANI, in scena al teatro dell’Opera di Roma il 27/11). La cospirazione infatti (preannunciata sin dall’inizio dell’opera) cede, a volte, il passo agli “amorosi sensi”. L’Opera è tutt’altro che parametrabile con le recenti attualità (ed è forse questa la ragione, presumibilmente non l’unica, della sua prossima messa in scena). L’attentato a re Carlo (clou della cospirazione) ovviamente fallisce. Ma non v’è lieto fine. Poiché, quando sembra che Ernani abbia positivamente realizzato la sua concupiscente prospettiva (con la bella Elvira) improvvisamente decide di trafiggersi e porre fine alla sua vita. (Udite, udite…!). Per essere coerente con un suo, precedente, giuramento ed alla parola a suo tempo data.
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venerdì 15 novembre 2013

I POLLI DI TRILUSSA E QUELLI DI RENZO

I POLLI DI TRILUSSA E QUELLI DI RENZO
Su LA STAMPA (e non solo) risulterebbero sempre valide le statistiche diTrilussa (sui polli). Pochè, dividendosi l’importo complessivo di quanto dichiarato al Fisco dai lavoratori dipendenti e da quelli autonomi (definiti “poveri ricchi”) si scopre, (effettuando la media) che  ciascuno di questi ultimi avrebbe  denunciato un’introito di poco inferiore ( Euro  20.469 contro 20.680) a quello di ciascun lavoratore dipendente. Dimenticando che tra i cosiddetti imprenditori vi sono coloro (tra cui molti immigrati e coloro che sono stati in precedenza licenziati)  che, sono stati costretti ad inventarsi ex novo un lavoretto, (cd. “autonomo”)  con scarse entrate, solo per necessità. Ovvero per il “piacere” (si fa per dire) di sopravvivere. E così Trilussa sembra essere sempre di moda. Assieme ai “polli di Renzo” che vicendevolmente si beccano (questa volta senza latinorum), riproducendo aforisticamente gli attuali scontri (giornalistici) tra contribuenti di specie diversa.
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martedì 12 novembre 2013

IL PRINCIPIO DI ARCHIMEDE

IL PRINCIPIO DI ARCHIMEDE

IL PRINCIPIO DI ARCHIMEDE
Pochi all’epoca della crisi dei missili a Cuba si sono resi conto che si era sfiorato il pericolo di una deflagrazione mondiale. Che venne evitata solo per merito di due grandi statisti, N.Khrushev e J.F.Kennedy. Quest’ultimo, poco prima della sottoscrizione dell’accordo che pose fine alla predetta crisi, nel Suo intervento avanti alle N.U., ebbe a fare un’aforistico riferimento al principio della leva enunciato da Archimede, millenni prima,  “Datemi un punto stabile e vi solleverò il mondo”. “Non ci nascondiamo le nostre reciproche differenze (proseguì Kennedy), ma poniamo mente alle nostre prospettive ed esistenze. Che ci aiuteranno a risolvere ogni dissenso. (Ed è questo il vero punto di forza) Non ignorando che siamo tutti esseri umani e respiriamo la stessa aria, assieme ai nostri figli. E che ogni problema è stato creato dall’uomo e dall’uomo può e deve essere risolto”. ( Non si vede perché, applicando gli stessi  o analoghi principi, non si possano risolvere i problemi della conflittualità tra Israele ed i Palestinesi e tra gli U.S.A. e l’Iran).
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domenica 10 novembre 2013

CAMERA OSCURA

CAMERA OSCURA
L’intervista a P.L.Bersani (sinteticamente trasmessa la sera dell’8/11/13 daRadio 24) non ha formato oggetto di notizia od esplicitazione alcuna su La Stampa La Repubblica, peraltro solitamente bene informati. L’intervista conteneva numerose enunciazioni di prospettive e riforme (sulla crisi e sul dopo crisi) in gran parte condivisibili ed appaganti. C’è da chiedersi cosa sia  mai avvenuto. Forse nessuno se ne è accorto, dell’intervista ? O forse si tratta di un figlio di un dio minore (Bersani) al quale ricorrere solo nelle emergenze (o presunte tali ?). O forse (ciò che appare più probabile) per la comprensione di quanto sopra si deve, ancora una volta, ricorrere al vecchissimo, popolaresco enunciato (che però, a volte, “c’azzecca”) secondo il quale: “ al contadino non far sapere quanto è buono il cacio”…(con quel che segue).
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sabato 9 novembre 2013

NOTIZIE (incerte)

NOTIZIE (incerte)
L’Articolista di 1° pag. de La Stampa (del 9/11/13), dopo aver dato notizia che, secondo il Vescovo ausiliario de L’Aquila, nella Sua diocesi alcune ragazzine sarebbero state sedotte dalla ricarica di un telefonino, (e non solo da questa), e che, successivamente, tale notizia sarebbe stata ridimensionata dal predetto Vescovo precisandosi che si sarebbe trattato solo di un’allerta preventivo( e cioè di un peccato solo preventivato ma non  ancora commesso). Altra notizia, fornita dall’Articolista de La Stampa, sarebbe che il Sindaco di Campi salentina (Le) avrebbe dichiarato che una bimba di soli 11 anni, del Suo comprensorio, sarebbe rimasta “incinta”.Subito dopo ammettendo di aver raccolto solo dicerie. E non altro. Quanto sopra consente, al predetto Articolista, di dare fiato alle  Sue trombe denunciando la scarsa o nulla affidabilità delle autorità, sia quelle civili che religiose. Ed ignorando che, a volte, la notizia viene successivamente ridimensionata o smentita dal suo autore, in quanto timoroso di subirne le conseguenze, in termini di impopolarità. Ciò che potrebbe avvalorare il sospetto, secondo BW, che la cd libertà di stampa potrebbe anche non essere il fattivo propulsore della libertà di pensiero (o come la si vuol chiamare).
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giovedì 7 novembre 2013

AIUTO !! (ci tirano le pietre)

AIUTO !!!    (ci tirano le pietre)
Ricorre il 40° anniversario della pubblicazione del romanzo “Fear of Flying” diErica Jong (40 milioni di copie vendute). Costituente, sostanzialmente, il “Manifesto” del Movimento femminista. Prima che qualcuno avesse “paura”  metaforicamente, di…Erica Jong, la vestizione e la vestizione (nei primi anni del 1900) delle signore della “buona” borghesia (con tutti quei lacci da stringere od allentare, con quelle stecche di balena che stringevano il busto, con quel collo coperto fino al mento da tessuti preziosi, con i guanti da indossare anche nelle giornate più torride) costituivano vicende alquanto complesse, che richiedevano l’intervento di una o più cameriere (mal pagate). Ed anche se alcune temerarie tentavano di uscire con un abbigliamento più sciolto (per andare in bicicletta o a cavallo o fare semplicemente una passeggiata a piedi) correvano il rischio di essere prese a sassate da contadini od operai indispettiti per tale, da questi ultimi, indesiderato abbigliamento. (Ma si sa. Gli inizi del 1900 non erano l’epoca….delle belle maniere. In seguito le cose sono…cambiate).
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domenica 3 novembre 2013

PAROLE (SANTE ?)

PAROLE (SANTE ?)

Il 1/11/13 una Lettrice (di lettere a C.Augias;cfr. Repubblica del 4/11/13,pag.22) si mostra infastidita, perchè, essendosi recata ad assistere ad una funzione religiosa in S.Giov. In Laterano, sarebbe rimasta sfavorevolmente colpita (decidendo Sua sponte di uscire) dalla predica dell'Officiante, secondo il quale “magistrati ed avvocati” amministrerebbero “una giustizia parziale” che non terrebbe conto del perdono che il Signore concede a tutti i peccatori. Chissà se di ciò se ne terrà conto nella prossima, preannunciata “riforma della giustizia”.

Bluewind

venerdì 1 novembre 2013

SE QUESTA E' L'ITALIA.....

SE QUESTA E’ L’ITALIA…..
Che, secondo l’Articolista di prima pagina de La Stampa, (del 31/10/13) sarebbe quella di Ferrero (presumo quello della Nutella, se non sbaglio) della Ferrari, diFellini, degli occhi che guardano passare il Rex, della Gradisca, fiera delle sue forme, dello sceicco bianco, della dolce vita nonché di consimili ovvietà, divenute col tempo luoghi comuni (anzi comunissimi)… Se questa è veramente l’Italia…(Ma questa non lo è, almeno nei suoi aspetti fondamentali. A meno che non si vorrebbe che….lo fosse).
Bluewind

domenica 27 ottobre 2013

CRONACHE DELL'INESISTENTE

CRONACHE DELL’INESISTENTE

Due significative prospettive, alquanto convergenti, vengono esposte nella rubrica “lettere a C. Augias (su La Repubblica del 27/10/13, p.22). Secondo Michele Serra (ne “L’Amaca”) avere la maggioranza dei consensi non significa – sempre – aver ragione. E quindi non tutte le maggioranze sono, per così dire, una malattia (Mutis/De Andrè) e non tutte le minoranze sono virtuose. Mentre, secondo il Lettore Giorgio De Donno, l’elettorato in generale più che interessarsi ad una scelta indirizzata al bene comune ed all’etica pubblica, opta per quelle che – secondo il lettore – sono “una scalcagnata banda di cialtroni” nell’illusione di fare il proprio personale interesse (economico). (C.Augias spinge a fondo l’analisi, osservando che per ben due volte in meno di un secolo, nel nostro Paese il potere è stato assunto da coloro che risultavano tutt’altro che indirizzati alla esemplarità etica.  Tratterebbesi pertanto di una specie di tara genetica  dalla quale risulterebbe, nella generalità,afflitta l’intera collettività. Ma se fosse così non vi sarebbe speranza neanche per il futuro. Perché  ciò che è genetico non si cura). Presumibilmente  sia C. Augias, sia  M.Serra, sia G.De Donno pensano alla stessa cosa, senza trarne le conseguenti implicazioni. Che cioè dalla eventuale positiva futura responsabilizzazione dell’elettorato (nel senso sopra indicato da M.Serra e G.De Donno) dovrebbe conseguire altresì che coloro che vengano elettoralmente prescelti rischino, a volte, l’impopolarità e sappiano (e vogliano) dire di no a scelte, sia pur acclamate a furor di popolo, improduttive e lesive sia sul piano dell’etica pubblica che del bene comune. Il che non sempre accade. (Ma forse vado alla ricerca di ciò che non si trova, poiché – presumibilmente – non si può trovare). Poesia di Carnevale: “Piccolo bimbo, non guardare il cielo, guarda la terra”.

Bluewind

venerdì 25 ottobre 2013

UN CONTRIBUTO ALLA CRISI

UN  CONTRIBUTO  ALLA  CRISI

Se fosse solo per il caffè.. Ma forse il Lettore di “lettere a Corrado Augias “ (su La Repubblica del 26/10/13, pag.28) allorchè ha riferito di essersi recato a Trastevere in diverso bar (con prezzo normale), rispetto a quello che, per la consumazione al banco di un caffè, gli aveva chiesto Euro 3,50, pensava non solo al  caffè…. 
Bluewind

giovedì 24 ottobre 2013

SERATA BLU


(SERATA BLU) 20/6/1914.Un’estate a Baden. Cittadina immersa tra 
gli  alberi ed affollata di casette, di vacanza, stile Biedermeier e di caffè all’aperto. La notizia fece improvvisamente tacere le orchestrine ed il brusio dei loro numerosi frequentatori. Ferdinando e consorte erano rimasti vittime di un assassinio politico a Sarajevo. Lo sgomento generale non fu pari  quando la stessa sorte toccò, a Mayerling, al principe Rodolfo. Figlio unico dell’imperatore F.Giuseppe. Di ben altra tempra, per le sue idee moderne e progressiste e, per questo, benvoluto da tutti. Il vecchio contadino, per il quale le uniche novità ad interessarlo erano quelle riguardanti il suo vigneto, non era consapevole di essere portatore di una terribile profezia, quando ebbe a dire “E’ stata un’estate quale da tempo non si vedeva. Avremo un vino straordinario. La gente si ricorderà a lungo di questa annata…” Una strana fratellanza ebbe ad unire ben presto tutte le classi. Tutti i ceti. Distratti da quell’evento (la guerra) che costituiva uno dei pochi diversivi di una vita spesse ripetitiva e monotona. Le dame della buona società giurarono solennemente (con dichiarazioni pubblicizzate sui quotidiani) che non avrebbero più pronunciato una sola parola in francese o inglese. Anche i letterati diedero un loro contributo, mediante una specie di sequestro dei beni culturali del passato. (Non furono più rappresentate le opere di Shakespeare). Dopo l’entrata in guerra dell’Italia, si cominciò anche a dubitare dell’italianità di…Dante. Per le strade si videro con maggiore frequenza circolare degli strani carretti, trainati da cani, con sopra mitragliatrici pesanti. Era la guerra. Che infondeva in tutti un singolare entusiasmo e ,come ritenuto da Freud, doveva considerarsi una sorta di disgusto della civiltà, con il desiderio di staccarsi finalmente dal mondo borghese delle norme e delle leggi. Ed in tal modo sfogare i primordiali istinti del sangue e dell’homo cosiddetto sapiens. In effetti, dopo una pace che durava sin dal 1865, nessuno si rendeva conto  quale terribile esperienza fosse la guerra. Che, secondo molti, non era altro che uno squillare di marcie trionfali e non l’inizio di una lunga, penosa serata blu.
Lo spunto di questo post è stato tratto da alcune pagine di “Ricordi di un europeo” (Il mondo di ieri) di S. Zweig.
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(Possibilmente) SENZA COSTI FISSI

(Possibilmente) SENZA COSTI FISSI

Senza voler dir male della “spontanea, costruttiva ed assolutamente non rancorosa polemica sui compensi alle Star della RAI”, così scrive  l’Articolista di 1° pagina de La Stampa (del 24/10/13) . Il quale obietta che la rinuncia di Crozza, quale conseguenza, da parte della RAI, di  non corrisponderGli il compenso abbondantemente propagandato dalle cronache (giornalistiche) sarebbe causa di disappunto per la generalità degli utenti poiché in tal modo si sarebbe rinunciato ad un Artista “che avrebbe portato a casa (RAI)” dei sostanziosi utili. Sfugge evidentemente che la RAI è un servizio pubblico e che risulta inopportuno (a dir poco), specie in tempo di crisi, con una collettività, parte della quale è ai limiti della sopravvivenza, si corrispondano ingenti somme ad artisti della cd. satira. E se il “costo” del servizio non è idoneo a coprirne le spese, potrebbe essere segno che i conti sono stati fatti male. E se, in tal caso, deve ricorrersi alla privatizzazione, che avvenga pure. Ma non certo a spese dell’utente (se possibile).

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mercoledì 23 ottobre 2013

CASTELLINARIA

CASTELLINARIA

Sembra che a Torino farsi obliterare il biglietto del tram o dell’autobus, facendolo passare di mano in mano fino all’apposita macchinetta obliteratrice sia un’episodio inconsueto. Se così non fosse, non si vedrebbe la ragione per farcelo raccontare sulla prima pagina de La Stampa (del 23/10/us). Nella quotidiana rubrica “Buon giorno”, che riguarda i fatti del giorno. V’è altresì, sempre sulla prima pagina, una foto che ritrae la folla di visitatori all’inaugurazione della mostra dedicata al “maestro dell’impressionismo” (Renoir). A Roma mostre dello stesso tipo non sono inconsuete. Ed ogni volta vantano un discreto numero di visitatori. Spesso sono turisti. Innamorati da sempre della città, ed anche di qualsiasi cosa vi si trovi. Stazionano (i visitatori) lungamente avanti a ciascun quadro, con atteggiamento di preoccupata ed estrema serietà. Incuranti dei numerosi bivacchi di scolaresche di piccoli bimbi, accompagnati dalle rispettive maestre, che, accovacciati in circolo, si dedicano ai propri abituali giochi infantili, incuranti dell’arte che li circonda. La prima impressione (evidentemente troppo frettolosa e forse arbitraria) è che tali pensierosi visitatori non abbiano compreso proprio nulla di ciò che stanno guardando. E che comunque, in seguito, saranno prodighi di commenti estremamente favorevoli ed al tempo stesso generici con le proprie conoscenze di palestra, pub o di pianerottolo condominiale. (Forse per sembrare “in”) Ma di ciò non v’è da meravigliarsi. Poiché (a volte e non solo a volte) sembra prevalere la realtà di ciò che si dice (o si scrive) e non di ciò che effettivamente è. Della serie (tanto per cambiare) degli 8 milioni di (inesistenti) baionette oppure del più recente “siamo uno dei 5 o 4 paesi più industrializzati del mondo”. (A chiacchere). Che ha imbevuto gran parte della nostra politica sociale ed economica degli ultimi venti o trent’anni. Viene a questo punto alla mente la vecchia canzonetta degli anni trenta. Potrebbe divenire, quasi attuale, cambiando l’ordine di ambedue le frasi (Si dice…ma non si fa).

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lunedì 21 ottobre 2013

LA TRISTE VICENDA

LA TRISTE VICENDA

della ragazza di Modena. Meraviglia che abbia avuto luogo in quel di Modena, che, secondo l’Articolista di La Repubblica del 21/10/13 (C.De Gregorio) è la più “rassicurante delle città emiliane. La Modena delle scuole modello, degli imprenditori che non si arrendono al terremoto…dei ristoranti celebrati oltre Oceano”. Resipiscenze ? Nessuna. Niente dalle famiglie. E dai giovanissimi autori del “misfatto”. Tranne l’affermazione del Sindaco, secondo il quale “inquieta il fatto che questi ragazzi non distinguano il bene dal male”. E’ tutto qui ? Però, secondo l’articolo, “presto verrà il tempo…in cui qualcuno di molto molto autorevole, senza essere per questo canzonato, dirà : NO…E’ un gioco sbagliato”. E se quest’uomo, che speriamo non sia della provvidenza, non riterrà di dare il via a questo “NO” per timore di essere canzonato dal solito “coro” e perdere la sua “provvidenziale” popolarità ? Forse soltanto attendendo tutto si sistema. (Forse no).

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venerdì 18 ottobre 2013

AVVENTURA NEL PARCO

Avventura nel parco

Commentando la notizia fornita da un’Articolista (ed apparsa su La Stampa) Bluewind ha pubblicato su internet (sul sito: westwind1930.wordpress.com) il seguente post:
OHNE MAULKORB
Una scolaresca in un giardino (comunale). Infestato da pericolosi dobermann senza museruola.Vengono chiamati i vigili, che prontamente accorrono. E che, ovviamente, contravvenzionano l’insegnante. Poiché la scolaresca (di una scuola elementare) sta giocando con una palletta. E ciò è severamente proibito. (Dura lex sed lex).
Bluewind
Emblematicamente folgorato dalla notizia  e commentando l’accaduto, un Lettore del quotidiano ha inviato  una lettera al Direttore, in cui si evidenzia che l’episodio rivelerebbe che l’uomo odierno è un “egocentrico, orgoglioso, arrogante, incapace di ammettere un torto nemmeno davanti all’evidenza. Insomma un uomo maleducato.” E nel contempo si chiede : “Non è che manca l’educazione ?”. Ma l’educazione di chi ?. Dell’insegnante ? Dei vigili ? Dei bimbi ?. Forse dei pericolosi cani dobermann che, presumibilmente, avrebbero omesso di modificare le proprie sembianze…per poter apparire meno pericolosi ?.
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mercoledì 16 ottobre 2013

FORSE TUTTO PASSA

Forse tutto passa

L’inglese della BBC era l’inglese delle classi colte, benestanti. Sta per scomparire, soppiantato dall’inglese della low class ( del Borought market, della Neals street, dei rivenditori di fish and chip - pesce e patatine fritte - ). Caratterizzato da una terminologia più o meno localisticamente accentuata (Scottish, Yorkshire e Wals English). Come sta avvenendo anche in Italia. Ove l’italiano vero è stato da tempo soppiantato da un italiano con inflessioni, più o meno localisticamente accentuate (con prevalenza del romanesco) corredato da un turpiloquio piuttosto robusto. Forse è una negatività. Forse non lo è. Il caso di Steve Jobs è – al riguardo indicativo ed emblematico della prevalenza della negatività sulla positività ( o su ciò che sembrava lo fosse). In effetti Steve Jobs aveva un carattere impossibile. Caratterizzato da quelle che la generalità definisce caratteristiche negative. Ma secondo alcuni tali negatività avevano un aspetto positivo. Poiché gli avevano consentito di far nascere, almeno in parte, la sua creatività. Ed ottenere successo. Consentendoci di poter navigare, ancora una volta, emblematicamente nel mare assurdo, contraddittorio, infinito dell’esistente (o di quello che viene ritenuto tale). Forse tutto passa. Incredibilmente passa. (Senza darci spiegazioni).

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lunedì 14 ottobre 2013

BALLA CON I LUPI (quelli veri, se ci riesci)

BALLA CON I LUPI (con quelli veri, se ci riesci)

Al lupo, al lupo ! è l’invocazione che, recentemente, si ripete Oltralpe. E non dispiace  che un articolista, che sfidando l’impopolarità, scenda in campo ( Marco Albino Ferrari  su La Stampa del 15/10 us, pag 21) in difesa del lupo e che, senza infingimenti giornalistici, rilevi: “Forse il lupo non lo vedremo mai, ma sapere che è tornato…ci dovrebbe rendere tutti più contenti”. (tranne i moralisti….d’epoca).

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domenica 13 ottobre 2013

L'ATTESA

L’ATTESA

Dopo aver letto “Aspettando Godot” di Samuel Beckett, potremmo chiederci chi fosse Godot. Forse – emblematicamente – l’attesa di Dio, un mondo senza padroni, la felicità, l’avvenire dei figli…Ma, forse, le risposte sono sbagliate poiché la domanda stessa è mal posta. Infatti quell’attesa è fine a se stessa. Ed è solo una dimensione dell’esistere, coessenziale alla vita stessa, con la quale si identifica. E durerà tutto l’arco della nostra esistenza. E’ un’attesa di un quid senza un contenuto specifico . E se lo ha, sembrerà un quid diverso da quello che ci si prefigurava all’inizio. L’Autore ce lo fa comprendere. Quel Godot che si fa attendere non arriverà mai. Perché è già arrivato. Sta in noi. Fa parte del nostro stesso DNA. Accompagnerà silenziosamente il nostro mestiere di viventi (sin dalla nascita).

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giovedì 10 ottobre 2013

UN MALIZIOSO INGANNO

UN MALIZIOSO INGANNO
Guardiamocela questa “Annunciata” di Antonello da Messina (psicologicamente ed esteticamente eccezionale). Con la sua espressione enigmaticamente ed ironicamente ambigua che sembra travalicare i tempi, trasfigurando, nell’immagine, la stessa donna di oggi. Piena di sorprese. Forse, anche di maliziosi inganni. Ma pur sempre donna viva. Vera. Carica di umanità. Da sempre così. E che per questo ci piace.
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MONDAN ROMORE:::

 MONDAN  ROMORE…

Con apprezzabile scelta dei tempi il Teatro Regio di Parma Ha iniziato la sua stagione lirica con il Simon Boccanegra di G.Verdi. Una delle opere più amate dal suo Autore. Evocativa di una che, forse da sempre, costituisce una delle dimensioni di vita dei tempi di Verdi. (E non solo). Fatta di intrecci fatali, di atavici risentimenti collettivi, di strumentali fraintendimenti e di storiche interpretazioni. Spesso contraddittorie. Ispirate da interessi contrapposti. Spesso utilizzate per confondere. Disinformare. Comunque non favorire una facile comprensione di ciò che effettivamente è avvenuto (e soprattutto evitando di metterne in luce le cause). Esemplificatamente la mente non può che riandare al leit motiv che una delle attuali radiofonie (quella del Sole 24 ore) mette in onda, instancabilmente notte e giorno, circa il talentuoso giovanilismo tecnico culturale di chi è costretto a recarsi all’estero, ove trova sempre una brillante, facile soluzione a tutti i suoi problemi. Economici, di carriera e quant’altro. Sembrerebbe quasi un’incoraggiamento a recarsi altrove. Ad andarsene. Togliere, per così dire, l’incomodo. Ma poi sopraggiunge l’altra notizia, proveniente dai dati statistici dell’OCSE (l’organizzazione dei paesi più industrializzati) (cfr. La Repubblica del 10/10 us, pag.12) che collocano, impietosamente l’Italia, quanto a competenze tecnico culturali al 19° posto. (Addirittura dopo Cipro e l’Estonia). E cioè, come spiega esaurientemente il quotidiano, in una dimensione di “analfabetismo funzionale” che, in parole povere, significa “saper leggere, scrivere, far di conto” ma, allo stesso tempo, non saper comprendere ed utilizzare alcun dato, tabella o grafico. Ciò dimostrerebbe, secondo l’attuale ministro del lavoro Giovannini, quanto siamo indietro in termini di capitale umano e di occupabilità. Quid veritas ?. (Presumibilmente ogni notizia è fatta su misura per chi vuole crederci). Potremmo anche non badarci. E seguire D.Alighieri, che troviamo nell’XI° canto del Purgatorio quando afferma, in tono forse consolatorio, “Non è il mondan romore altro che un fiato di vento, ch’or vien quinci ed or vien quindi e muta nome  perché muta lato”.

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mercoledì 9 ottobre 2013

GEREMIADI

GEREMIADI
Sono quelle di Repubblica (del 9/10 us, p.26) che sembra esprimere meraviglia e stupore per l’annullamento della 38° ediz. del Motorshow di Bologna, per l’assenza di ditte partecipanti. Presumibilmente a causa della crisi. (Altre novità potrebbero riguardare, prossimamente, alcuni quotidiani nazionali). C’è pertanto da meravigliarsi ma….fino ad un certo punto. Dato che la crisi ha investito persino la capitale dell’auto. Detroit. (che il 18/7 us avrebbe dichiarato “bankruptcy”). Ed ove numerosi edifici risultano abbandonati e deserti. Alcuni suoi visitatori la considererebbero città potenzialmente pericolosa. Sia per la criminalità, che sembra essersi fatta più invadente, che per i numerosi cani (randagi, poiché abbandonati dai padroni, trasferitisi altrove) riuniti in branco, che minacciano i viandanti. Quindi se visitate Detroit….procuratevi una scacciacani. (potrebbe esserVi utile).

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domenica 6 ottobre 2013

ASPETTANDO GODOT

ASPETTANDO GODOT
Secondo un titolo giornalistico (su La Stampa del 7/10/13, pag.13) “ L’Italia” sarebbe”il Paese del terziario arretrato”. “Più lavoro solo per colf e badanti. Così ci condanniamo alla decrescita”. Ma si tratta, evidentemente, di un enunciato in contro tendenza rispetto a quello, conclamato ripetutamente, che la crescita avrà luogo prossimamente. (Anzi nel 2014). E di chi auspica l’avvento di una eutanasia per i sofferenti (o da chi venga ritenuto tale, da colui che ne ha il potere). Con (ciò che non guasta) un conseguente notevole risparmio per le spese sanitarie del welfare. Ed applicando ancora una volta la ormai consueta regola della duplicità dei fini. (Di cui uno evidenziato “pubblicamente” e l’altro tenuto semi nascosto perché apparentemente secondario).  Forse si tratta solo di “chiacchere”. Che, secondo il noto proverbio napoletano (“chiacchere e tabacchiere il Banco di Napoli non l’impegna”) valgono meno di zero.
Il post viene accompagnato da alcuni brani musicali, che con il coinvolgente entusiasmo partecipativo del pubblico e dei loro esecutori , sembrano voler percuotere qualsivoglia, non solo intellettualistica, stagnante atmosfera.
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sabato 5 ottobre 2013

ANALOGICHE PROPENSIONI

MOTIVAZIONI UMANITARIE
Molto bene l’enunciazione giornalistica posta a corredo di alcune foto (su La Stampa del 5/10 us, p.6-7) in cui sono evidenti e vengono sottolineate dall’Articolista alcune analogie con le foto che “le portavamo anche noi italiani nel grande esodo verso le Americhe”. E ciò, quasi a voler supportare l’esigenza di una maggiore partecipazione umanitaria (anche organizzativa ed economica) a sostegno degli immigrati. E quasi a voler scardinare l’ipotesi che, trattandosi di esseri aventi le nostre stesse aspettative di esistenza, non sarebbe condivisibile il luogo comune che, secondo una storica “attivista di Lampedusa”, essendo di pelle nera, “abbiano gli orecchini al naso”. (Anche se trattasi ormai di una consuetudine attualmente molto diffusa, tra giovani e meno giovani). Bene dunque (ovviamente, in mancanza d’altro) anche se la partecipazione umanitaristica ad eventi riguardanti altri esseri  umani non è e non può (solo e comunque) basarsi su motivazioni identitarie o di somiglianze ma, trattandosi di una dimensione dello spirito, dovrebbe necessariamente prescindere da qualsivoglia presupposto di analogie fisiche o situazionali. L’immagine che accompagna il post è quella dell’opera di Cezanne “I Bagnanti”, ridenominata da BW in “I senza volto”,per adeguarla all’argomento trattato.  

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martedì 1 ottobre 2013

COSI' VICINI COSI' LONTANI (scacco matto)

COSI’ VICINI COSI’ LONTANI (Scacco matto)

Si potrebbe dare il caso (in realtà non troppo peregrino) che, specie nelle fasi iniziali delle partite a scacchi, il re resti bloccato da pezzi del suo stesso colore, che gli siano estremamente limitrofi ed affiancati e che non gli consentano di movimentarsi per sottrarsi alla minaccia dell’incombente scacco matto. E che le due caselle che gli avrebbero consentito di farlo siano sotto minaccia del colore avversario. Fabula docet che amicizie (ed apparenti vicinanze) potrebbero, a volte, produrre un esito negativamente risolutivo (negli scacchi, lo scacco matto).

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domenica 29 settembre 2013

BRUTTI (si nasce o ci si diventa ?)

BRUTTI (si nasce o ci si diventa ?)

E’ un dipinto (Grand Nu di G.Braque) che potrebbe far rilevare una collerica, violenta ripulsa (da parte dell’Autore) a ripercorrere, sul piano della creazione estetica, le vecchie strade dell’arte pittorica tradizionale. Ed in tale senso potrebbe essere considerato, per non apparire troppo parziali nel giudizio sulle sperimentazioni artistiche di G.Braque nel loro complesso.

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PASTASCIUTTA A COLAZIONE

PASTASCIUTTA A COLAZIONE

Si apprende da  La Stampa del 29/9/13 che le recenti dichiarazioni del presidente di un primario pastificio sulle proprie propensioni circa le unioni eterosessuali avrebbero fatto calare le vendite, infliggendo “un danno molto grave” alla sua azienda. Invero stupisce che il consumatore, all’atto dell’acquisto, prediliga la pasta di chi la pensi  o meno come lui (circa tali propensioni).
L’immagine che accompagna il post è quella di E.M.Remarque con il suo cane.

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